Come leggere i voti

Il rutto cerebrale è un’immediata conseguenza involontaria ad uno stimolo non legato alla sopravvivenza, anche se in in certo senso lo è a quella collettiva. E’ insomma una reazione muscolare fondamentalmente idiota. Come il fischio burino che si faceva negli anni sessanta al passaggio di una sventola bionda.
Quanto fanno ridere le persone che commentano serie, usando frasi fatte ascoltate in TV, i quadri dei musei con fare da saccenti? Sperano di fare colpo o di convincere qualcuno di essere colti e intelligenti, ed invece si trasformano nella principale attrazione comica dei più scaltri alle loro spalle.
Quanto annoiano i critici cinematografici scrivendo per trequarti di una cosa superflua come la trama, senza mettere niente di proprio, senza originalità, senza vissuto, senza eccessi e senza passione?
Qui a Cinema in pillole® il sesso non ci manca (purchè non sia allo scopo di procreare), l’autostima nemmeno, non facciamo una vita da schiavi del quotidiano, non meditiamo vendetta, siamo sempre in movimento, siamo tutti bisessuali, anche trisessuali! e non abbiamo bisogno di sotterfugi e omologazioni tamarre per riuscire a spiccare. Perchè non c’interessa spiccare. Però riconosciamo l’importanza del cervello e la sua urgenza di ruttare elettricità e componenti biochimici per mantenere ben oliate in salute le rotelle. Ne prendiamo atto. In qualità di vittime. Costituendoci come parte civile nell’ipotetico scontro coi critici cinematografici: a loro la colpa di annoiarci a morte. Per noi non c’è offesa più grande.

Vediamo un film e scatta il rutto rapido. Sempre. Lo scriviamo qui sperando che il confronto con altri stimoli automatici si possa far via via sempre più interessante. I rutti sono imprevedibili e spesso si contraddicono un giorno con l’altro, ma in questo sito teniamo conto solo del primo, senza vergogna nè ripensamenti. Del sentimento che seguirà il giudizio di prima istanza, qui, ce ne infischiamo.
Ma per comunicare bisogna anche fare ordine e definire, come ad Amsterdam dove non puoi andare a fumare le canne per strada. Nasce così la Legenda per comprendere i voti.
Sono principalmente due: 1) consiglierei il film ad un amico o 2) lo sconsiglierei.
Capita però che, a volte, una pellicola, pur non avendo niente che non vada, pur ben fatta, non dica proprio nulla: non lasci niente o al massimo la sensazione che sia inciampata trasformandosi in un’occasione mancata. Un po’ come succede nelle tragiche relazioni d’amore dei mediocri: mi piace ma potrei avere la stesso sentimento con chiunque altro, niente di speciale, probabilmente negli anni mi affezionerei tanto da credere sia stata una persona importante. A questo tipo di film diamo il giudizio di indifferente.
Capita poi di rado, molto di rado, che un film ci regali una gioia immensa, che ci faccia venire il cuore in gola solo al pensiero, che ce lo si sogni la notte, che si capisca che ci  ha fatto diventare persone migliori! A questi diamo 5 stelle su 5, consigliarli non basta. Ai loro fratelli bastardi, i film che odiamo, che riteniamo siano li solo per peggiorare la cultura collettiva, far cassa o offendere l’intelligenza, diamo una stella, il minimo possibile.

Riassumendo, per capire cosa significano le “stelline” con cui giudichiamo frettolosamente le opere della settima arte:

  1.  Una stella: Un’offesa all’intelligenza
  2. Due stelle: Sconsigliato
  3. Tre stelle: Film mediocre, ci ha lasciato indifferenti e svogliati. Un’occasione mancata. Una mezza scopata in cui lei finge di avere un orgasmo scambiandolo per il naturale godimento provocato dallo sfregamento umido
  4. Quattro stelle: Consigliato
  5. Cinque stelle: Consigliato! Mi ha fatto sognare e dato gioia, mi ha ricordato il motivo stesso per cui esiste il Cinema®

 

Ma come già detto, la sfida è usare solo i due voti “consigliato” e “sconsigliato”

Short is better, sometimes