THE DEVIL ALL THE TIME di ANTONIO CAMPOS

Carlo Gambillo
di  pubblicato il 26 Novembre 2020
Micro recensioni

Fin dal 1861 l’autocommiserazione è il principale sport nazionale. Gli amici americani, decisamente più pragmatici, hanno scelto invece di decantare i peggiori difetti della loro Bible Belt (un terzo della popolazione della prima potenza industriale del pianeta rimasta praticamente ferma alla guerra di secessione) in una serie inesauribile di suggestioni letterarie e cinematografiche, dai libri di Flannery O’Connor e Chris Offutt fino a film come Deliverance o Fargo. Anche in questo The Devil All The Time predicatori, crocifissi, moonshine, pick up sgangherati, violenza, country music, razzismo ed ignoranza adamantina confluiscono in un mix irresistibile per la fruizione dello spettatore. Peccato che questa gente esista anche nella realtà e riesca pure ad eleggere degli squinternati alle cariche più importanti del pianeta, ma sono solo spiacevoli effetti collaterali. Curiosamente, la cosa migliore del film è la voce al bourbon del narratore, l’autore del romanzo Donald Ray Pollock…

 

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