Eisenstein in Guanajuato di Peter Greenaway

di  pubblicato il 12 Novembre 2020
Micro recensioni

E’ la storia dei dieci giorni passati da Eisenstein a Guanajuato, tappa finale del viaggio in Messico, servito per girare Que viva Mexico, film mai finito ed uscito postumo, anni dopo la morte del regista.
In questo breve soggiorno conosce Palomino Canedo (molto sensuale ed intenso il personaggio creato da Luis Alberti che lo interpreta), colto abitante della città, che lo introduce al piacere del sesso, un mondo poco frequentato da Eisenstein in precedenza, sempre troppo preso da argomenti più inerenti l’anima. Decide così di donare la sua verginità al bel messicano, in una scena al contempo erotica e divertente.
In questo percorso di ricerca sessuale dei due Greenaway ha l’apice carnale della sua opera: nonostante ci sia un’intesa emotiva, è la loro relazione sessuale su cui viene puntata la telecamera, mostrando l’evidente interesse del regista russo per i paceri della carne, fino a quel momento sconosciuti.

Originale l’idea di prendere Eisesntein, regista attorno al quale negli anni si è creata un’aurea quasi sacra e farlo diventare un personaggio comico, con gag spassosissime (straordinario Elmer Block, l’attore protagonista). In tutto il film si respira insieme a lui l’aria di allegria e spensieratezza, che contrasta con gli inserti del vero girato da Eisenstein per Que viva Mexico.

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