#Oscars1972 Il giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica

Barnaba Lupo
di Barnaba Lupo pubblicato il 10 Novembre 2020
Micro recensioni

L’avanzare dell’età ha placato De Sica portandolo a realizzare storie più malinconiche, passando da un genere all’altro senza alcuna difficoltà come un vero Maestro sa fare.

Mi stupisce che, dopo Paisà, Ladri di biciclette Ieri, oggi e domani, sia questo il quarto Oscar come Miglior Film Straniero di De Sica, così lontano dal neorealismo dei primi due e dalla vivacità del terzo. Per di più, all’inizio degli anni ’70, in cui film “tradizionali” come questo venivano sempre più snobbato in favore di pellicole indipendenti e sperimentali.

La trasposizione è delicata come il romanzo, nonostante la forte drammaticità di fondo, e anche del tutto fedele, con la sola eccezione della scena – fondamentale – in cui il rifiuto delle avances del protagonista da parte di Dominique Sanda rimane meno casto rispetto al libro, mostrando Micol in topless con il suo amante, mentre nel romanzo la ragazza non si concede a nessuno.

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