BORAT SUBSEQUENT MOVIEFILM di JASON WOLINER

Carlo Gambillo
di  pubblicato il 3 Novembre 2020
Micro recensioni

Nel 2006 il primo, geniale Borat irruppe come un tornado di categoria EF5, scatenando proteste violente negli States e soprattutto in Kazakistan, con la gente infuriata per le strade a bruciare immagini di Sacha Baron Cohen. 14 anni dopo, la nuova incursione del prode giornalista kazako nell’underbelly americano, accompagnato dalla figlia quindicenne da donare come regalo riparatorio al vicepresidente Mike Pence, desta meno clamore ed il Kazakistan adotta addirittura lo slogan “Very nice!” per la promozione dell’industria turistica del paese. Cosa non funziona? Il film è brutto? Sacha ha perso il tocco magico? Niente di questo, il film è un pugno nello stomaco e Sacha sa benissimo dove andare a colpire. Il problema è che la realtà ha ormai superato la fiction ed uno psicopatico alla casa bianca riesce a dire cose molto più oltraggiose di qualsiasi comico. Nel frattempo ci sono almeno 3 senatori legati a QAnon. Buona fortuna al genere umano, ne abbiamo bisogno….

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