La sposa sognata di Sidney Sheldon

Barnaba Lupo
di  pubblicato il 17 Agosto 2020
Micro recensioni

Il film che causò l’autoesilio di Cary Grant dal grande schermo per 18 mesi, e che segna lo spartiacque prima del suo grande ritorno in Caccia al ladro e in tutti i suoi ruoli più famosi in cui è ricordato per il fascino dell’uomo maturo, è, effettivamente, trascurabile.

Ben ha fatto il nostro gentleman a prendersi quella pausa di riflessione, perchè gli è servita a capire che era diventato troppo vecchio, a 49 anni, per interpretare i ruoli da ragazzino a cui ci aveva abituato negli anni ’30 e ’40, in cui la comicità fisica era tanto importante quanto quella verbale.

L’ammissione, prima di tutto a se stesso, e poi al pubblico, che i capelli grigi sono un punto di forza e charme e non una cosa da temere, ha fatto benissimo alla sua carriera, a tutti noi che ancora amiamo capolavori come Intrigo internazionale, Un marito per Cinzia e Sciarada, e a Deborah Kerr, con cui è tornato a duettare egregiamente in Un amore splendido e L’erba del vicino è sempre più verde.

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