DIE SEHNSUCHT DER VERONIKA VOSS di RAINER WERNER FASSBINDER

Carlo Gambillo
di  pubblicato il 4 Agosto 2020
Micro recensioni

Ancora adesso è impossibile non ammirare la maturità artistica (figlia anche di una prolificità non comune) che il buon Rainer aveva raggiunto a poco più di 30 anni. Quattro mesi dopo aver vinto l’Orso d’Oro con questo film, Fassbinder muore per overdose a soli 37 anni. Una fine a cui è impossibile non pensare seguendo la parabola di Veronika Voss, ex attrice in voga ai tempi del Terzo Reich che non riesce ad accettare il declino. Altrettanto inevitabile è il paragone con Sunset Boulevard di Wilder nei confronti del quale il film non sfigura affatto, anzi. Grazie anche all’interpretazione incredibile di Rosel Zech e ad un b&w ad alto contrasto che è lussuria oculare pura. Con Fassbinder sempre più vicino come sensibilità al grande cinema americano classico questa satira feroce della società tedesca vestita da mélo à la Douglas Sirk è allo stesso stesso tempo un atto d’amore al mondo del cinema ed una lettera d’addio.

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