DI QIU ZUI HOU DE YE WAN di BI GAN

Carlo Gambillo
di  pubblicato il 31 Luglio 2020
Micro recensioni

Finalmente dopo tutti questi anni ce l’ho fatta. Come un centometrista che, in migliaia di ore di allenamento durissimo riesce a limare ogni anno qualche centesimo su quel maledetto cronometro, la mia costanza è stata premiata. Ci ero arrivato già vicinissimo, tre persone almeno un paio di volte. E ieri, in un afosissimo giovedì post covid, il trionfo: SOLO in sala al Cinema Rossini. Solo come un cane. Un cane felice, il pascià dei cani. 

La prima metà del film ha tutte le caratteristiche che mi fanno infuriare in certo cinema cinese da festival: la consueta fotografia meravigliosa appesantita da un narcisismo insopportabile fine a sé stesso. Poi, improvvisamente, quando il protagonista (un clone di Tom Hardy con gli occhi a mandorla) entra in un cinema inizia uno sbalorditivo piano sequenza di un’ora. La perizia tecnica di questo regista trentenne è assolutamente unica e se in futuro aggiungerà un po’ di sostanza sentiremo parlare molto di lui…

 

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