#gaysex Chemsex di William Fairman e Max Gogarty

Angelo Vianello
di  pubblicato il 26 Giugno 2020
Micro recensioni

Ormai se si cerca qualche amante occasionale in Grindr, per il 50 per cento cercano chemsex, vale a dire le orgette di una volta condite da droghe, in special modo Crystal Meth.

Interessante l’impianto documentaristico fatto di piccole storie raccontate dagli stessi protagonisti, io però l’ho trovato eccessivamente moralizzatore.

Innanzitutto quella delle droghe a Londra durante i party nel weekend non mi pare certo una tendenza nuova: ricordo il F.I.S.T. di vent’anni fa, il FRIDGE e i party casalinghi che nascevano dopo la discoteca.

L’immagine che è stata data di tutti coloro che praticano il chemsex è di grande tristezza e solitudine, ma non mi pare diversa da quella di qualsiasi tossico, etero, gay, casto o troia che sia.

Toccherà certamente le coscienze di molti. Forse a qualcuno toglierà la voglia di partecipare (ma non credo a molti).

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