Capone di Josh Trank

Angelo Vianello
di  pubblicato il 7 Giugno 2020
Micro recensioni

L’ultimo anno di vita di Al Capone descritto con tinte oniriche e quasi splatter.

Tom Hardy è bravissimo, ben lo si sa, e qui compie un lavoro di immedesimazione quasi perfetto. Ma inutilmente.

Il desiderio del regista di fare un film che non sia lo standard sulla mafia lo obbliga a prendere decisioni alquanto discutibili, creando una sorta di ibrido fra molte cose, ma senza alcun spessore.

Non è noioso, e questo è certamente il pregio maggiore di questa pellicola, ma per il resto non è altro che una sequenza di immagini scollegate tra loro, una sceneggiatura complicata (oppure semplicemente raffazzonata).

Peccato, perché il tema era interessante, ma la volontà di Tank di allontanarsi da Coppola e Scorsese ha creato solo la bramosia di vedere il film girato da loro.

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