#OGGI@TRAFITTE – ONE CUT OF THE DEAD di SHIN’ICHIRÔ UEDA

Carlo Gambillo
di  pubblicato il 19 Novembre 2019
Micro recensioni

Grande sorpresa ieri alla matinée della Cineteca Nazionale delle Trafitte, con la proiezione di un film che negli ultimi due anni ha fatto incetta di premi nei festival di mezzo pianeta. Non sapevo assolutamente cosa aspettarmi dall’esordio del giovane Ueda e l’immancabile idiozia del titolo italiano, Zombie contro zombie, sembra alludere ad un immaginario sospeso a metà tra la saga di Fantozzi e quella di Godzilla. 

Il film esordisce con un bizzarro ma virtuosistico piano sequenza di 37 minuti in cui la troupe di un film horror a (very) low budget si trova inaspettatamente ad affrontare dei veri morti viventi nel corso delle riprese. Le evoluzioni frenetiche della handycam – che un paio di volte addirittura cade e l’inquadratura resta fissa per qualche secondo sul cielo o qualche oggetto apparentemente senza senso ma tu in qualche modo sai già che non c’è nulla di casuale – sembrano un omaggio ai primi film di Peter Jackson, prima che i budget faraonici offuscassero anziché agevolare la sua creatività. Ma quando pensi di aver capito dove il regista stia andando a parare, ecco iniziare il vero film e da qui è un continuo susseguirsi di scatole cinesi in cui lo spettatore viene trascinato in un gioco di gatto e topo esilarante, ricco di citazioni filmiche ed invenzioni geniali, dove tutto finisce per incastrarsi senza sbavature. Certo non sarà grande cinema ma è una grande dichiarazione d’amore per il cinema e per il processo creativo dell’homo sapiens in generale. E questo a me basta ed avanza. Qualcuno ha detto cult movie? 

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