La scomparsa di mia madre di Beniamino Barrese

Angelo Vianello
di  pubblicato il 4 Novembre 2019
Micro recensioni

Fossi stato una donna, mi sarebbe sempre piaciuto essere Benedetta Barzini. Aldilà della sua bellezza incredibile, ho sempre amato il suo personaggio anticonformista, seducente, intollerante.

In questo film creato dal figlio, viene documentato il suo addio alla vita milanese ed agiata verso un posto lontanissimo e sconosciuto. Scomparire per l’appunto.

La Barzini subisce questa rappresentazione, insultando più di una volta il figlio per averla costretta a stare davanti alla telecamera, in un tempo in cui l’immagine non ha per lei più alcun valore positivo.

Certamente una grande rompicoglioni, sempre in polemica col mondo occidentale, del tutto disinteressata al suo attuale aspetto fisico, Barrese le non risparmia primi piani ravvicinati che la fanno sembrare un anziano capo indiano o una sciamana turca.

Belle le immagini di repertorio che stridono incredibilmente con la Benedetta odierna, che ammette candidamente di non fare una doccia da due settimane o di non cambiare le lenzuola da mesi. E questo contrasto resterà per l’intera pellicola, la modella bellissima stella della bella vita negli anni Sessanta dalla femminista degli anni Ottanta.

Questo è un sito che non è mai troppo tenero col cinema italiano, ma questo documentario è proprio consigliato.

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