#iffr Tarde para morir joven di Domina Sotomayor Castillo

Angelo Vianello
di  pubblicato il 4 Marzo 2019
Micro recensioni

L’ambientazione si colloca attorno ai primi anni Novanta in Cile (anche se non è mai specificato il periodo storico di riferimento, un forte indizio in tal senso è dato dalla passione di Sofia, fan scatenata della giovane Sinead O’Connor). In un villaggio isolato risiede una specie di comune: un gruppo di famiglie, ma ognuna con la propria casa (alcune di queste davvero in pessimo stato), vivono le decisioni in collegialità, votando volta per volta le soluzioni da prendere per risolvere i problemi. Adulti, ragazzi e bambini vivono in grande armonia. Siamo lontani dal Cile dei colpi di Stato, delle guerre civili, delle repressioni politiche. La sceneggiatura è ridotta al minimo, esilissima: la camera sembra quasi messa a completa disposizione di chiunque voglia recitare, cantare una canzone, apparire in una scena.
Tra i molto personaggi e le loro storie, spicca l’amore adolescenziale di Lucas per Sofia, che sancisce per entrambi l’inizio un’educazione sentimentale. Purtroppo per Lucas, un amore non corrisposto, in quanto lei è interessata a ragazzi più maturi. Il ragazzo sperimenta la classica sbandata che conosciamo tutti, per nulla diversa da quella che colpisce persone che vivono in contesti completamente diversi. Ci sono mostrati i sintomi tipici: il suo spiarla, l’essere così completamente senza speranze e nonostante tutto l’esserci sempre per lei, le diversissime intenzioni quando entrano in contatto fisico.
Ma questa, che è la storia principale, non mette in ombra tutte le altre e gli altri personaggi: la coralità è la principale protagonista della pellicola, una coralità creata magistralmente dalla regista. Tutto il gruppo tende a vivere in un limbo in cui il tempo è sospeso, dove il collante è un modo di vivere che rasenta spesso l’utopia. La dicotomia tra campagna e città è sentita moltissimo, ma non sempre a favore della prima. Sofia infatti, una volta provata la vita di paese, vuole tornare immediatamente a vivere nel mondo rurale, con la madre, famosa cantante e il cane, scappato dalla sua padroncina.
Ho invidiato quel mondo idealizzato, anche se probabilmente non riuscirei a resistere nemmeno per una notte in una situazione del genere, l’ho spiata con una certa malinconia.

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