#iffr2019 What you gonna do when the world is on fire? di Roberto Minervini

Angelo Vianello
di  pubblicato il 1 Marzo 2019
Micro recensioni

Dopo esser diventato il mantra della Cricchetta durante la Mostra del cinema di Venezia 2018 (Minervini? Minervini? – nessuno di noi era riuscito a vederlo perché rimbalzati a ogni proiezione) non potevo certo lasciarmi sfuggire WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD IS ON FIRE? di Roberto Minervini. Un bellissimo bianco e nero racconta la comunità nera di Baton Rouge dopo degli incidenti che sono costati la vita a dei ragazzi di colore. Come sempre, il regista si mette a completo servizio della storia che sta raccontando, usando un punto di vista asettico e neutro e la tecnica documentaristica. Tuttavia, rispetto ai film precedenti mi è parso che, occupandosi di una questione molto complessa come il razzismo, abbia un po’ perso la sua consueta imparzialità. Sono infatti più convincenti le immagini relative alla sfera privata dei protagonisti rispetto a quelle delle rivolte e delle recriminazioni delle nuove Black Panther. Sicuramente esiste un razzismo diffuso, ma diverso da quello degli anni Sessanta: la persone che vengono riprese nelle proteste, oltre che ad essere nere, sono anche povere, cosa secondo me più identificativa al giorno d’oggi. Mi piacerebbe che l’ambientazione del prossimo film di Minervini fosse l’Italia, sarei curioso di vedere il suo ritratto cinematografico di ciò che sta accadendo all’interno delle città, della spaccatura tra residenti e immigrati. Mi ha fatto molto ridere che nei titoli di coda venga dato risalto al finanziamento da parte del Friuli Venezia Giulia, ora governato da Fedriga, salviniano di ferro: chissà come la prenderebbe a vedere il nome della sua regione tra i promotori di un film incentrato interamente sulle persone di colore. Ma in effetti non credo vada granché al cinema.

Cosa pensi della recensione?!
Stupendo
0%
Fico
0%
Può andare
0%
Cosa!?
0%
Mi butta giù
0%
Che schifo
0%
Short is better, sometimes